Nati nello stesso paese, la Svezia, ma in epoche diverse, il drammaturgo e scrittore August Strindberg e il cineasta e regista teatrale Ingmar Bergman, incarnano uno spirito inquieto di ricerca che, nel corso della loro esperienza creativa, non si è mai esaurito. Le poetiche di Strindberg e Bergman possiedono molti punti in comune e vanno entrambe a elaborare un’architettura di immagini (e consideriamo il fatto che Strindberg si esprimeva anche nella pittura) che ci restituisce ancora oggi riflessioni centrali sulle questioni fondamentali della nostra esistenza.

L’ombra del filosofo Friedrich Wilhelm Nietzsche aleggia chiaramente dietro le loro opere e si configura come punto di partenza per un pensiero che indaga sul senso stesso dell’esistenza.

In tal senso, il lavoro che ha effettuato il Gruppo di Ricerca Satantango (Simona Lunatici, Francesco Pittorru, Simona Scalas, Orith Youdovich), tra lettura e analisi di testi e visione ripetuta e critica di film è quello di cercare di recuperare le straordinarie lezioni espressive e intellettuali di Strindberg e Bergman e di tradurle in immagini fotografiche nell’ambito di un processo di compenetrazione  tra riferimento intellettuale e stile personale, al di là di un semplice, colto, citazionismo.

© Maurizio G. De Bonis, curatore del Gruppo di Ricerca Satantango 02/2021 (estratto)
Tutte le immagini qui pubblicate © Orith Youdovich